A Niella Belbo apre Ca’ Balun, il museo dei giochi della palla: presente anche la FIPT
Roberto Caranzano ha rappresentato la Federazione all’inaugurazione. Il presidente Edoardo Facchetti ha visitato il museo accompagnato dal sindaco Emanuele Sottimano.
Un nuovo spazio dedicato alla memoria, alla cultura e alle tradizioni degli sport sferistici. Venerdì 9 ottobre, a Niella Belbo, nell’Alta Langa cuneese, si è svolta la cerimonia di apertura del Museo Ca’ Balun, un percorso che racconta la storia della pallapugno e dei giochi della palla, riservando attenzione anche al tamburello e alle sue radici.
La Federazione Italiana Palla Tamburello ha partecipato all’inaugurazione con Roberto Caranzano, testimoniando il legame del movimento federale con un’iniziativa che custodisce e valorizza un patrimonio sportivo condiviso da generazioni di atleti, appassionati e comunità.
L’apertura del museo si è inserita in una giornata di particolare rilievo per il paese, in occasione del suo ingresso nei Siti Storici Grimaldi, alla presenza del principe Alberto II di Monaco, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e del presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo. Tra i presenti anche Pedro López Martínez, presidente della FIJB, Lavinia Saracco, in rappresentanza del CONI Piemonte, e Massimo Gula, presidente del GAL Langhe Roero.
Ca’ Balun nasce da un lavoro portato avanti nell’arco di dieci anni da Luca Giaccone, insieme al sindaco Emanuele Sottimano e a Renato Sevega, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, della Regione Piemonte, del Comune di Niella Belbo e del GAL Langhe Roero. Un impegno che ha permesso di raccogliere testimonianze, reperti e cimeli, trasformandoli in un patrimonio accessibile al pubblico.
Il percorso si sviluppa in sette sale multimediali dedicate agli sport sferistici italiani e internazionali: dalla pallapugno al tamburello, dal gioco a muro al bracciale e alla pantalera. Oggetti storici e contenuti digitali accompagnano il visitatore alla scoperta delle discipline e del loro rapporto con i territori. Completano l’offerta una sala per la consultazione informatizzata di documenti e filmati e una biblioteca accessibile su appuntamento. L’ingresso è gratuito, con un sistema di accesso autonomo tramite QR Code.
Il rapporto con la FIPT è stato ulteriormente valorizzato dalla visita del presidente federale Edoardo Facchetti, insieme a Roberto Caranzano, presidente della Commissione Tecnica Federale. Accogliendo l’invito del sindaco Emanuele Sottimano, che li ha accompagnati nel percorso, i rappresentanti federali hanno potuto conoscere da vicino il lavoro di ricerca e conservazione alla base del progetto.
Per il tamburello, Ca’ Balun rappresenta un luogo nel quale ritrovare parte della propria storia e renderla conoscibile anche a chi si avvicina per la prima volta alla disciplina. Nell’anno del Centenario della FIPT, l’apertura del museo assume un significato particolare: custodire attrezzi, immagini e racconti significa riconoscere il contributo di chi ha tramandato questi giochi e offrire alle nuove generazioni l’opportunità di scoprirli e continuare a praticarli.



