Non siamo a Le Mans, città-patria della famosa “ventiquattro ore” ma a Santa Giusta, cittadina che sotto il bel cielo di Sardegna confina con Oristano; non si tratta di automobilismo ma di tamburello, sport che anche se meno conosciuto conta però, rispetto a quelli del volante, un maggior numero di praticanti; paragoni a parte, i piloti delle diverse “formula” sono certamente meno di quanti non siano quelli che lo sport praticano con il tamburello in mano ..
A proposito di automobilismo una similitudine (a parte la “curva Tamburello” dell’autodromo di Imola, che deve il nome proprio al fatto di segnare nel tracciato il confine del campo di tamburello) viene dalla velocità di una pallina di tamburello open che infatti, se ben colpita da un campione, fila anche ai 250, quasi come una formula uno!
Santa Giusta, nei suoi cinquemilacinquecento abitanti conta, specie nella popolazione giovanile, più tamburellisti di quanti praticanti abbiano gli altri sport messi assieme, non per nulla è considerata la patria del tamburello sardo, che ora, in appena sei giorni, conta due avvenimenti di primo piano, l’inaugurazione del Palazzetto dello Sport - gemma, tra le non poche, dell'amministrazione comunale uscente - la cui costruzione è avvenuta sotto la spinta del successo della Società a livello nazionale ed internazionale nel tamburello e, nel prossimo week-end, la prima ventiquattr’ore di tamburello, il Tamb-day, organizzata dall’ASD Aeden Santa Giusta per celebrare il suo ventesimo compleanno .
Una manifestazione, dice Gianni Dessì presidente della bella società santagiustese “che vuole essere si occasione per celebrare nel modo più bello, con lo sport, l’importante ricorrenza, ma anche per promuovere ulteriormente la pratica del tamburello a tutte le età, offrendo a chiunque voglia vederlo, giocarlo o provare a giocare la possibilità di avere a disposizione ventiquattrore di fila per farlo”.
Un programma fitto, che dalle 15 fino a mezzanotte di sabato consente a chiunque di maneggiare un tamburello, di avere il piacere di provare; dalla mezzanotte alle 8 di domenica un torneo con sette squadre tutte della Aeden a darsi battaglia, concluso il quale scatta un torneo giovanile, che cederà il passo al gran finale con squadre miste.
La Aeden nasce vent’anni fa per iniziativa di Cosetta Iriu, oggi vice Presidente nazionale della Federazione, cui si deve l’impianto organizzativo che ha portato anche nell’Isola, soprattutto a livello scolastico, il successo di questo sport e di Gianni Dessì, divenuto apprezzato tecnico di livello internazionale, che ha saputo dare struttura e consistenza al movimento tamburellistico sardo.
Molti i successi scritti a lettere d’oro nelle pagine dell’albo più bello della Società, alcuni di questi – come gli scudetti 2002 e 2004 nel tambeach, lo scudetto 2007 nell’indoor, specialità in cui aveva fatto sua anche la Coppa Italia nello stesso anno e il titolo europeo 2008 nell’indoor – anche negli albi delle federazioni nazionale e internazionale; poi molti titoli tricolori giovanili: nel 1997 campione d’Italia allievi femminile indoor, nel 2001 guadagna i titoli pulcini femminile indoor, nel 2003 si impone nuovamente negli allievi femminile indoor e con la stessa categoria replica anche nell’open, nel 2005 e 2006 trionfa con le juniores indoor; questo senza citare le numerose piazze d’onore conquistate negli anni dalle sue formazioni giovanili.
Una Società, la Aeden, radicata nella comunità santagiustese, che ha agito sempre in stretto collegamento - ed è questo un esempio da poter portare in tutti gli ambienti – con la scuola, con la quale ha creato e mantiene un ponte di continuità per offrire ai ragazzi la possibilità di praticare la disciplina sportiva di elezione.