(Riccardo Musmeci) - E’ volato lontano Bruno Rodella, d’un fiato, veloce e lontano come quella pallina di tamburello che sapeva fare andare forte, imprendibile all’avversario. E’ uscito dal campo della vita, di sera, con il suo ultimo respiro.
Che ora ricordano in tanti, come ricordano in tanti quel suo cuore forte che ora all’improvviso non ha retto.
Chissà cosa avrà pensato in quel momento, quando come in un film ha rivisto al rallentatore ma in un fiat, in un lampo tutta la vita, gli anni trascorsi, gli affetti più cari, le passioni vissute intensamente dentro alla ricchezza di quel cuore. Ha rivissuto d’un palpito l’amore per Teresa, la sposa della sua vita, la tenerezza per Patrizia e Moreno, figli amatissimi. Ha rivisto la polvere dei tanti campi di tamburello sui quali aveva consumato la sua passione divenendone un mito, quasi come quel grande Mara di cui era cugino da parte di madre (la madre, Marzocchi, era sorella del padre di Mara) ed al quale rassomigliava nello stile.
Una vita dedita al lavoro ed allo sport, nel primo impegnato commerciante, nel secondo appassionato e prim’attore nel tamburello. Che aveva conosciuto, muovendone i primi passi, a Grole di Castiglione prima, proseguendo poi a Medole, in terra mantovana, dove è sempre vissuto; è stato li, a Grole, in quella piccola società, che ne intuì le straordinarie qualità Franco Nodari, allora dirigente e poi Presidente dell’IMAS Medole, società in cui riuscì ad introdurlo; è stato in questa che Bruno ha consumato, da fedele e grande atleta, la sua vita di sport e di passione nello sport, grande mezzovolo, idolo di molti, ammirato da tutti.
Un palmares significativo: con la IMAS due tricolori, di C nel ’66 e di B l’anno successivo; poi in A per due stagioni, avendo tra gli altri come compagni – sembra di sentilo ancora gridare “tua!”, “mia”, “oh!”, “vai!” seguite nell’applauso della folla stupita – Fasoli, Ongaro, Brena, Dolci, nomi che primi vengono al ricordo.
Non aveva ancora settant’anni Bruno, li avrebbe compiuti tra non molto. Giovane ancora, ai nostri giorni.
A ricordarlo, a parlare di lui domani alla 15 nella chiesa parrocchiale di Medole, a pregare, saranno tanti; un ricordo che rimane scritto anche nelle pagine del suo sport, che lo ricorda con ammirata gratitudine.