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Le origini del gioco del tamburello

Notizie di giochi con la palla colpita con attrezzi in “cartapecora”, con telaio in legno, compaiono sporadicamente nel ‘600 e nel ‘700, in particolare in Toscana e a Roma, ma è intorno alla metà del secolo scorso che il tamburello inizia la sua storia agonistica.

L’onore della primogenitura è conteso da varie zone italiane. Nella “Storia dello sport Scaligero” di A.E. Carli, si dice che “Il gioco alla Palla col Tamburello apparve per la prima volta – oltre 150 or sono -  in un piccolo villaggio della provincia di Verona, Quaderni, oggi frazione del Comune di Villafranca Veronese, dove s’incominciò a giocare all’inizio del 1800”.

Il “tamburino” in quei primi tempi era confezionato con pelli di vitello o maiale tesa su di un rudimentale telaio in legno e la palla era di cuoio a quattro settori, ripiena di crine di cavallo e terra. Con il passar degli anni l’attrezzo migliorò e raggiunse un certo perfezionamento costruttivo nel 1912, quando si passò all’uso di palle in gomma piena e nel 1922, quando venne introdotto l’uso del palloncino elastico con il quale diminuirono le rotture della pelle dei tamburelli, dovute frequentemente alla durezza delle palle.

In altri documenti dei primi anni dello scorso secolo si tende ad avvalorare la tesi che il gioco sia nato in Toscana ed in particolare nella zona di Arezzo; a Roma, attorno al 1860, lo giocavano quei giovani che non potevano permettersi un bracciale.

Una curiosità: nel 1848 il tamburello è raccomandato da un istitutore delle Regie Scuole Pie di Savona, come attività adatta ad elevare il corpo e lo spirito.

E’ questo l’avvio della presenza nel mondo della scuola, che portò alla raccomandazione alla pratica da parte del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1891, preludio al riconoscimento due anni più tardi da parte della Federazione Ginnastica d’Italia.

Le società ginnastiche e la Federazione Ginnastica

Un evento decisivo è l’inserimento del “gioco del tamburello” tra quelli riconosciuti dalla Federazione Italiana Ginnastica (F.G.N.I.), alla quale si iscrivono diverse società ginnastiche in seno alle quali si pratica con continuità il gioco del tamburello: la Reyer Venezia e a Colombo di Genova si iscrivono nel 1888; la Petrarca Arezzo e la Società Ginnastica Roma nel 1890: negli anni immediatamente successivi la Sampierdarenese, la Rubattino, la Niccolò Barabino, la Palestra Fiorentina e nei anni del ‘900 il C.S. Firenze, il Palloncino Pisa, la Mameli Voltri.

1890

E’ il 1890 l’anno zero dello sport tamburellistico ufficiale: risale infatti a quell’anno il riconoscimento del tamburello, come gioco, da parte della Federazione Ginnastica d’ Italia, ente che – il Comitato Olimpico vedrà la luce più tardi, solo nel 1908 – disciplinava in quel tempo l’ufficialità dello sport nel nostro Paese.

1896

E’ il 1896: al Concorso di Treviso assegnati i primi scudetti a calcio e tamburello.
Il tamburello, con il calcio, la palla a sfratto e la palla vibrata è già negli anni ’90 del XIX secolo riconosciuto come “giuoco” dalla F.G.N.I. ed inizia ad apparire nel programma ufficiale di molti concorsi ginnici, provinciali e interprovinciali, come quello importantissimo di Treviso del 1896 (fonte, una delle prime edizioni della Gazzetta dello Sport, allora “il Ciclista e la Tripletta”), disputato dal 5 all’8 settembre 1896, che ha una notevole importanza per la storiografia sportiva, in particolare quella calcistica (c’è chi vorrebbe riconoscere in esso il primo campionato italiano di calcio e quindi assegnare all’Udinese, vincitrice in quella competizione, il primo scudetto del football) ed in effetti questo è il primo concorso ginnico in cui sono organizzate “gare nazionali di giochi” e – nel loro ambito – un “campionato di football”.
L’Udinese, che vince il campionato di calcio battendo in finale la squadra di Ferrara, si aggiudica anche il trofeo per la gara nazionale di tamburello ed è premiata con medaglia d’argento per il tamburello e corona di quercia e diploma per il calcio.
Nei giornali udinesi di allora (Giornale di Udine e la Patria Furlan) si legge che il “football ed il tamburello sono giochi che in pochi anni sono diventati popolari in gran parte d’Italia, così da giustificare lo svolgimento di un campionato nazionale”.

1898

1898: il primo Campionato
Nel 1898 il gioco del tamburello fa per la prima volta comparsa a livello di manifestazione nazionale.
In occasione della festa del 50° anniversario dello Statuto, la Federazione Ginnastica Italiana assegna alla Società Ginnastica Torino l’organizzazione del IV Concorso federale.
La società più impegnata, anche a livello organizzativo, è la Niccolò Barabino di Sampierdarena (Genova) che sviluppa accanto alle sezioni di nuoto, ginnastica e podismo, una vivacissima sezione di tamburello. Leader indiscusso è Attilio Bagnasco, personaggio fondamentale nella promozione del gioco e primo grandissimo campione del tamburello italiano.
Oltre alla Niccolò Barabino, anche la Samperdarenese e la Ginnastica Arezzo chiedono che nel programma del Concorso federale di Torino sia incluso il campionato di tamburello.
La F.G.I. accoglie queste richieste ed inserisce nel programma i campionati di tamburello, di calcio e di palla vibrata. Il diploma della F.G.I. riconosce il titolo di Campione d’Italia alla società genovese.

1903

1903: il tamburello sogna le Olimpiadi
Il 1903 è per il tamburello l’anno di un sogno non realizzato: il riconoscimento come disciplina olimpica.
Deluso dalle Olimpiadi di Parigi del 1900 e non convinto dell’organizzazione di quelle di Saint Louis del 1904, Pierre de Coubertin pensa di organizzare a Roma le Olimpiadi del 1908. Il progetto contiene anche un programma delle manifestazioni sportive previste nell’ambito delle Olimpiadi: Aeronautica, Alpinismo, Atletica, Automobilismo, Caccia, Canottaggio, Colombofila, Equitazione, Calcio, Ginnastica, Tennis, Nautica, Pallone, Podismo, Pompieristica, Salvataggio in acqua, Scherma, Tamburello, Tiro a Segno, Ciclismo.
I preparativi per l’organizzazione delle Olimpiadi proseguono per tutto il 1903 grazie soprattutto all’impegno del segretario della F.G.I. Ballerini (la F.G.I., non esistendo ancora il CONI, avrebbe dovuto farsi carico dell’organizzazione dei Giochi).
La fredda accoglienza del Governo e la contrarietà dell’Amministrazione romana fanno però fallire l’idea, con grande rammarico di De Coubertin.

1910

1910: l’idea di una Federazione. Costamagna
Nel 1910 viene creato a Roma un Ente federativo, denominato “Ente per l’organizzazione e la propaganda di tutti gli sport italiani che si occupano del Gioco del Pallone”.
A questo Ente fa seguito una “Federazione per i Giochi del Pallone” e nel 1914 comincia a prendere corpo l’esigenza di un organismo che curi l’organizzazione del gioco del tamburello e degli altri sport del pallone - la F.G.I. riconosce infatti tra i giochi sportivi solo il tamburello -indipendente dalla Federazione Ginnastica.

1926

1926: l’ultimo Campionato della F.G.I. e la nascita della F.I.P.T.
Il 1926 è un anno importante per il tamburello italiano. L’esigenza di avere una organizzazione efficiente che regolamenti l’attività, si concretizza in un appello di alcuni appassionati fiorentini a “tutte le società sportive italiane interessate al tamburello per fondare una federazione dedicata a questo sport, per favorirne lo sviluppo e promuovere le manifestazioni, tutelando e coordinando le varie società e i vari giocatori”. L’appello suscita consensi ed il 14 novembre 1926strong> a Firenze si radunano le 39 maggiori società tamburellistiche. La sede della Federazione è fissata a Firenze e primo Presidente eletto è l’avvocato Pietro Pucci.

1927

1927: la Federtamburello federazione effettiva C.O.N.I.
E’ un successo. Il nuovo organismo è apprezzato al punto che il CONI decide di incorporargli la Federazione del Pallone, nata nel frattempo a Torino. Vede così la luce il 28 marzo 1927strong> la F.I.P.T. (Federazione Italiana Pallone e Tamburello).

1928

1928: la FIPT ritenta l’avventura olimpica
La FIPT decide di tentare nuovamente l’avventura olimpica, chiedendo ufficialmente di proporre il tamburello come sport dimostrativo alle Olimpiadi di Amsterdam, tentativo che però non ha esito: il CIO infatti, proprio in occasione delle Olimpiadi del 1928, ridimensiona drasticamente il numero degli sport e delle gare ammesse alle Olimpiadi. Scompaiono così dal programma olimpico molti sport mentre altre discipline riducono il numero di gare disputate. E’ però accettato il jeu de paume che, praticato nel nord della Francia, in Belgio ed Olanda, del tamburello è stretto parente.

Olimpiadi di Amsterdam: conseguenze di un rifiuto
Le Olimpiadi di Amsterdam sono indirettamente causa delle successive vicende: la spedizione italiana torna dall’Olanda con sette medaglie d’oro, cinque d’argento, sette di bronzo ma le attese degli sportivi – e di Mussolini in particolare - sono ben diverse. Al ritorno da Amsterdam il duce sostituisce il presidente del CONI, Ferretti, con il commissario, Segretario del P.N.F., Augusto Turati che, appena designato, stralcia dall’elenco degli sport organizzati in federazioni “riunite nel CONI” quelli che “dovevano tendere non tanto alla creazione del campione per schierarlo nelle competizioni internazionali, bensì a contribuire al miglioramento etico e morale della razza”.
Tra queste anche la FIPT, che dal 1° gennaio 1929 si trova inserita nell’Opera Nazionale Dopolavoro (O.N.D.).

1979

Un nuovo capitolo: disciplina associata dal ‘79
Dall’OND all’ENAL ed alla soppressione di questo, dal 1979 nuovamente nel CONI con lo status prima di “disciplina associata”, poi con quello attuale di “disciplina sportiva associata”: un traguardo importante essendo il CONI (art. 1 delle Statuto) “ .. la Confederazione delle Federazioni Sportive Nazionale (FSN) e della Discipline Sportive Associate (DSA) “.

 

Copertina_Scaino

La copertina del Trattato

di Messer Scaino da Salò

Campo

Pianta del "Gioco della Louvre de Pariggi"

Scanno

In alto lo scanno lungo per la battuta
In mezzo lo scanno corto per la ribattuta
Sotto la pompa o "gonfietto"
per riempire d'aria una palla di pelle di capra

paletta_quadrata paletta

Sopra la "paleta" quadrata

Sotto la "paleta" rotonda


losport

Dai vecchi attrezzi ai moderni tamburelli