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VENERDI' 15 MAGGIO ALLE ORE 21 PRESSO IL SALONE DELLA PROVINCIA DI ASTI CONFRONTO SUL TEMA: "Tambass e Balòn uniti sotto una stessa bandiera?"

Due sport antichi, accomunati dalla stessa matrice sferistica.

Pallapugno e tamburello, sport popolarissimi tra Langa e Monferrato, stanno attraversando una fase di indubbia crescita, testimoniata anche dallo straordinario fervore che anima i rispettivi settori giovanili, fino ad essere diventate tra le più "gettonate" anche a livello di giochi sportivi studenteschi (il tamburello è terzo in italia per numero di praticanti indoor nelle scuole, dopo calcio a 5 e pallavolo e la pallapugno segue a ruota). Due discipline che molti appassionati vorrebbero riunite sotto una stessa bandiera, per dare modo di creare strategie comuni, investimenti, marketing e quant'altro.

Un argomento "caldo" di cui si parlerà in un inedito faccia a faccia organizzato da "La Stampa" in collaborazione con l'Amministrazione provinciale di Asti, in programma venerdì alle 21, nel salone della Provincia, in piazza Alfieri. Interverranno i due presidentissimi delle rispettive federazioni: Enrico Costa (Fipap, la pallapugno) e Emilio Crosato (Fipt, tamburello).
E' il primo confronto aperto tra i due massimi esponenti di discipline tipicamente piemontesi, ma non solo: Costa, origini monregalesi, avvocato, deputato di Forza Italia (è "figlio d'arte": il padre Raffaele, è presidente della Provincia di Cuneo) è presidente Fipap dal 2005; Crosato, mantovano, vanta una militanza trentennale alla guida della Fipt.
Farà gli onori di casa il vicepresidente della Provincia, Giuseppe Cardona, assessore allo Sport, da qualche anno tamburellista "praticante", ma anche grande appassionato di balòn.

A ispirare il tema della serata una battuta-provocazione di Mauro Bellero, gran patron del torneo del Monferrato a muro di tambass e consigliere di entrambe le Federazioni che nei mesi scorsi aveva auspicato la creazione di una "super Federazione". Anche la scelta di Asti, come sede dell'evento, non è casuale: qui s'incrociano due "culture" sferistiche e il bacino di utenza è ampio: da Vignale, Moncalvo, Grazzano, Portacomaro arrivando fino a Castagnole Lanze, Bubbio, per sconfinare poi nell'Albese e nel Cuneese è tutto un fiorire di sferisteri.