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Federazione

E’ scomparso Enzo Bovi, il gigante buono del tamburello

Articolo e foto di Enzo Cartapati

Enzo Bovi foto

A funerali avvenuti, per volontà della famiglia, abbiamo avuto notizia della scomparsa, a 84 anni, del mantovano Enzo Bovi, pluricampione nazionale, il gigante buono del tamburello.

Enzo era nato a Gazoldo degli Ippoliti (MN) il 30 luglio 1935 ed era cresciuto sportivamente nelle formazioni giovanili mantovane, in particolare quelle del suo paese.

Alla fine degli anni ‘60 fu uno dei primi giocatori mantovani ad emigrare nelle squadre piemontesi, chiamato anche lui dalla Fiat Torino assieme a Marino Marzocchi “Mara”, al cremonese Cagna e al veronese Mario Riva, e diventò subito campione nazionale. Forte nella battuta ed altrettanto forte nella rimessa, Bovi trascinò la formazione torinese al suo primo ed unico titolo nazionale , quello del 1960, avendo la meglio sui veronesi del “Belladelli” Quaderni, sconfitti sul loro terreno per 19 a 6 e sul campo amico (era lo sferisterio di Ovada) per 19 a 15. Bovi rimase alla Fiat per altri due anni, arrivando sempre secondo nel campionato nazionale dietro il Quaderni, nel 1961 a pari punti, 22, con il Goito e nel 1962 con 21 punti. In quegli anni Enzo conquistò la simpatia e l’ammirazione del numeroso pubblico che assisteva non solo alle gare di campionato ma anche a quelle combattutissime del Torneo del Monferrato.

Nel 1963 ebbe nostalgia della sua terra d’origine, ritornò e andò a giocare nella “Carpani” Goito, paese a pochi chilometri dalla sua Gazoldo, ritrovando gli amici Casali, Martelli, Brena e Rinaldo Villagrossi. Conquistò il quinto posto a pari merito col Negrar nel 1963, il quarto nel 1964 e sfiorò la conquista del titolo nel 1965: il Goito, dove giocava a fianco di Martelli, Munister, Coghi e della promessa goitese Roberto Malpetti, si classificò secondo dietro al solito Quaderni, ma Bovi ebbe la soddisfazione di battere la sua ex-squadra, la Fiat Torino, sul suo terreno per 19 a 17. I torinesi si rifecero l’anno successivo conquistando la piazza di Goito per 19 a 15.

Nel 1967 ritornò in Piemonte, richiamato dal Cerrina Valle, e nel 1969 conquistò il suo secondo titolo di campione nazionale, forse quello più bello, nelle file del Murisengo con Mario Perina, i due Scattolini, padre e figlio, e Ferrari. Il finale di campionato fu elettrizzante: dopo aver pareggiato 18-18 nel derby piemontese in casa del Castell’Alfero, diventò decisivo il recupero in trasferta della gara col Quaderni che era stata rinviata per pioggia. Vinse Bovi, in giornata di grazia, che ebbe l’onore di concludere con un colpo potente e intelligente che spiazzò un Ballarini fuori posizione. Lo scontro terminò 19 a 17 a favore del Murisengo, questo piccolo paesino del Monferrato che l’anno scorso, durante la Festa del tartufo ha commemorato il 50° anniversario di quella storica vittoria.

L’anno dopo Bovi abbandonò il Murisengo per approdare al Cunico, alla fine quarto in classifica, nel 1972 compare nel Basaluzzo assieme al goitese Mario Martelli e ai veronesi Cordioli e Paolo Scattolini, l’anno dopo è nella Monferrina col bergamasco Pagani. Nel 1974 continua il suo peregrinare nel Monferrato e sbarca a Scurzolengo.

Poi il definitivo ritorno nel Mantovano, dove conclude la sua carriera mettendosi a disposizione della società del suo paese natale, Gazoldo degli Ippoliti, e dell’amico compaesano Pellegrino Sereni. Disputa alcuni campionati di serie B nella Gazoldese e viene anche chiamato a far parte della rappresentativa di Mantova nella categoria dei Veterani dove ha modo di mettersi in mostra e di vincere il suo ultimo titolo nazionale.

Piano piano Bovi sparì dalle pagine dei giornali sportivi, ma non dal cuore dei suoi numerosi estimatori ed amici. Per sopraggiunti problemi di salute, trascorre gli ultimi anni di vita in un Istituto sanitario di Asola dove si è spento qualche giorno fa.

Era difficile non essere amico e non voler bene ad uno come Enzo Bovi, fisico possente, giocatore estroso ed intelligente, un gigante dal cuore d'oro. Lo testimonia il suo compaesano Pellegrino Sereni, ex presidente della Commissione Tecnica Federale della FIPT, che lo considera un suo maestro (hanno giocato insieme per alcuni anni nella Gazoldese di serie B) e che fino alla fine è andato a trovarlo nella struttura sanitaria di Asola.

Scompare con Enzo Bovi uno degli ultimi interpreti di quella magica stagione sportiva che ha visto la rinascita nel dopoguerra dello sport tamburellistico e la sua diffusione con grande seguito di appassionati nelle terre lombarde, piemontesi, veronesi e trentine.

A nome di tutta la Federazione ed, in particolare, degli sportivi mantovani e lombardi formuliamo le più sentite condoglianze alla sorella Albertina e alle nipoti.

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