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Federazione

XXX COPPA ITALIA

- IN B TRIONFA IL MALAVICINA
- SETTIME TRIONFA SU SAN PAOLO D'ARGON
- PRIMA COPPA ITALIA DI B FEMMINILE AL PALAZZOLO
- OGGI LA FINALISSIMA CALLIANETTO-SOMMACAMPAGNA


PIEMONTE-LOMBARDIA 13-9

(3-0, 4-2, 5-4, 7-5, 9-6, 10-8, 12-9, 13-9; 40 pari 4-3)

Piemonte: Ulla (Curto), Pavia; Gozzelino; Molino, Garri. N.e. Esposito Dt Vittorio Binello
Lombardia: Ferrari, Milesi (Zani); Boschini; Girelli, Cristani. N.e. Bonzi, Begnoni Dt Fernando Brignoli

Ha dovuto sudare sette camicie il Piemonte per incamerare il secondo trofeo giovanile, quello sulla carta più scontato. Gli allievi guidati da Binello, tutti già rodati sui campi da ottanta metri, hanno faticato non poco per ritrovare il feeling con i settanta della categoria e dopo un avvio incoraggiante, 3-0, hanno subito la rimonta dei lombardi fino al 4-4. Binello si è allora giocato la carta Molino, arretrandolo al posto di Ulla e facendo entrare Curto, e il Piemonte ha riacquistato due-tre giochi di vantaggio.

Bravissimi sono stati però i lombardi, in questo frangente, a non lasciarsi mai andare: ogni volta che il Piemonte sembrava pronto a prendere il volo, i ragazzi di Brignoli riuscivano a restare a contatto, in un match sempre equilibrato come testimonia anche il gran numero, sette, di 40 pari disputati. Al termine l'ha spuntata il Piemonte ma agli avversari resta senza dubbio l'onore delle armi, con la consapevolezza generale, espressa da molti a bordo campo, che un match disputato sul campo dei "grandi" sarebbe stato indubbiamente caratterizzato da meno falli.



MONALE-PALAZZOLO 4-13
(2-1, 2-4, 2-7, 3-9, 4-11, 4-13; 40 pari 1-2)

Monale: Scaiola, Strocco; Dellavalle; Lanzoni, Bellussi. N.e. Riccio, Tejeda. Dt Giancarlo Lanzoni
Palazzolo: Chiara Arcozzi, Amicabile; Sperotto; Michela Arcozzi, Di Salvo. N.e. Magnani. Dt Giuseppe Arcozzi

Non si è consumata la "vendetta" della finale del campionato, anzi: in poco più di un'ora, il Palazzolo ha regolato un Monale troppo brutto per essere vero. Sarà stata l'emozione di giocarsi un titolo nell'importante cornice del "Prospero Dezzani", il caldo torrido, o entrambi, fatto sta che le giovani astigiane - praticamente tutte Allieve - hanno giocato al di sotto delle proprie possibilità. In alcune, per la verità poche, situazioni, Scaiola e compagne hanno fatto vedere buoni colpi, ma se il futuro è certamente dalla loro parte, il presente dice che così non si può certo battere la maggior esperienza e precisione delle veronesi, tra cui si sono messe particolarmente in luce la fondocampista Chiara Arcozzi e il mezzovolo Giulia Sperotto. Pensare che l'inizio era stato a tinte biancorosse, con un 2-0 che faceva ben sperare. Sono stati poi troppi, invece, gli errori che hanno fatto precipitare la squadra rapidamente sul 2-6, non facendole più trovare il bandolo della matassa. Il tecnico Lanzoni ha provato a cambiare qualcosa, ma anche lo scambio di posizione tra Cecilia Dellavalle - forse la meno negativa - e Strocco, sul 4-10, non è servito. Un peccato, i propositi della vigilia erano altri, ma è noto che si cresce anche e soprattutto con le sconfitte: non resta che continuare ad allenarsi, proseguendo sulla strada dei miglioramenti già evidenziati rispetto al 2008.


SETTIME/CALLIANETTO-S. PAOLO D'ARGON 13-3
(2-1, 4-2, 6-3, 9-3, 12-3; 40 pari 5-1)

Settime Callianetto: Gozzelino, Valle; Nicole; Mogliotti (Tinelli), Lucia (Pastrone). Dt Claudio Di Mare
San Paolo d'Argon: Veronica Trapletti, Balasina; Eleonora Trapletti; Lorenzi, Scagliotti. N.e. Barcella, Magri. Dt Gianfranco Vismara

L'avvio sembrava presagire una sfida equilibrata, memori anche del rocambolesco triangolare-scudetto, invece il Settime Callianetto ha poi conquistato in assoluta scioltezza la sua ottava Coppa Italia consecutiva, su nove edizioni. Il buon fondocampo bergamasco teneva testa alle avversarie, restando loro addosso sino al 4-3; progressivamente, però, i problemi palesati in mezzo sono risultati decisivi. Vismara ha alternato nel ruolo Eleonora Trapletti, Scagliotti e Balasina, quest'ultima in calo dopo una prima parte positiva, ma sostanzialmente nulla è cambiato. Così alle astigiane è bastata una prestazione positiva, senza strafare ma costante nel rendimento per superare un avversario via via demotivato, anche dal computo fortemente negativo nei 40 pari. Nella seconda metà del match c'è stato spazio anche per Pastrone e Tinelli.

Sally Valle, una degli esponenti delle molte famiglie tamburellistiche impegnate in questi giorni, saluta così l'ennesimo alloro: “In campionato ci avevano messo in seria difficoltà, fino a batterci, anche quando era arretrata Stefania Mogliotti, questa volta invece non si sono ripetute e hanno perso presto fiducia. Mi dispiace per lo spettacolo, ma non abbiamo colpa: il nostro merito è quello di giocare sempre allo stesso livello, anche quando le avversarie sono in difficoltà”.

MALAVICINA-CAVAION 13-6

(3-0; 3-3; 5-4; 8-4; 10-5; 12-6; 13-6 / 40 pari 1-0)

Malavicina: Isalberti, A. Tommasi; Zandonà; Villagrossi, Minelli. N.e Bertoncelli, Pasquetto, Boschini Dt Renzo Tommasi
Cavaion: Uez, Zanandreis; Eccher; Maistri, Sometti (Bonizzato). N.e M. Carletti Dt Fenzi

Rigorosamente rispettato ogni pronostico nella Coppa Italia di serie B. Dopo due anni di inseguimento, il Malavicina raggiunge il suo primo trofeo, conquistando la coppa nazionale ed evidenziando ancora una netta superiorità rispetto alle rivali.
L’introduzione della pallina dal marchio “Pagani” (da quest’anno in uso anche fra i cadetti) certo ha messo in risalto quelle che sono le caratteristiche principali dei mantovani, che possono vantare un’artiglieria di tutto rispetto con il potente trio Isalberti-Tommasi-Zandonà.
Alla partenza sparata dei mantovani ha però risposto con efficacia un Cavaion venuto al Prospero Dezzani non per essere la vittima sacrificale; anzi la risposta dei veronesi da 3-0 a 3-4 lasciava sorpresi. Ma presto il gioco profondo impostato dai veneti (supportato dai recuperi dell’intramontabile Uez e dalle chiusure di capitan Maistri) veniva sconquassato dal servizio di Isalberti, che dava inizio al bombardamento dopo aver carburato per i primi trampolini.
Il fondo dei veronesi era così più impreciso e Eccher perdeva la brillantezza dei primi giochi. Di fatto la gara scivolava liscia fino al risultato finale (maturato in due ore scarse), con “Isa” che strappava anche qualche applauso alla platea fulminando più volte i terzini avversari sulla prima palla. Appuntamento ora a domani per l’atto finale con la serie A.